A proposito di grandi opere in Lombardia

Con amarezza e rabbia constatiamo che quello che era il nostro timore riguardo le “grandi opere” viabilistiche in Lombardia si sta puntualmente avverando.

Mentre riscontriamo l’ennesima riapertura del cantiere della ferrovia Arcisate-Stabio, ferma da anni nonostante le rassicurazioni arrivate a più riprese dagli Assessori regionali ai trasporti che si sono succeduti (ed è facile prevedere che il conto economico finale sarà salato), non va meglio riguardo le opere sulle quali la Regione ha puntato con maggiore determinazione raccontando che erano fondamentali per lo sviluppo.

Di Pedemontana che, va ricordato, doveva essere conclusa quest’anno prima dell’inaugurazione di Expo2015, sono state aperte solo le tangenziali di Varese e Como e la tratta A (collegamento A8 – A9) senza che siano state realizzate le opere di compensazione e la greenway che sarebbero dovute viaggiare di pari passo. Risultato: traffico scarso e aumento dei costi del 47% come certificato dal presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone.

L’altra “grande opera”, la BREBEMI, conclusa e presentata anch’essa come irrinunciabile si sta dimostrando un flop dal punto di vista del numero di auto che la percorrono con conseguenti problemi sulla sostenibilità economica tanto che ora, l’autostrada che doveva essere a carico dei privati, bussa alle casse dello Stato. A tal proposito si rimanda al comunicato stampa di Legambiente Nazionale.

Taggato con:
Pubblicato in Mobilità